Dal 2026 — Wiliam Rosettini

Capire la moneta.
Capire il sistema.

Due libri per orientarsi nel funzionamento reale della moneta: dalla storia del dollaro e dell'euro alla meccanica quotidiana del credito, dei mutui e delle banche.

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I Libri
Illusione Monetaria — Copertina

Illusione Monetaria

Storia segreta del sistema monetario internazionale: da Jekyll Island (1910) alle valute digitali di oggi.

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La Macchina Monetaria — Copertina

La Macchina Monetaria

Come nasce, circola e scompare il denaro: dal conto corrente alle regole che lo governano.

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Illusione Monetaria

Illusione Monetaria — Anteprima capitoli

9 capitoli · Dal 1907 a oggi · Storia del sistema monetario internazionale

Capitolo 1
Il treno dei nomi di battesimo
Jekyll Island, novembre 1910 — Fase 1 della sequenza storica (1907-1913)

Nell'ottobre del 1907 gli Stati Uniti d'America precipitarono in una crisi finanziaria che non aveva precedenti nella storia del paese. Le banche cadevano come tessere di un domino, i risparmiatori perdevano tutto, il credito si inaridì. Da quella crisi nacque l'idea di una Banca Centrale Americana. Cinque anni dopo, nel novembre del 1910, un gruppo ristretto di banchieri e politici si ritrovò in una località segreta, Jekyll Island, per scrivere quello che sarebbe diventato il Federal Reserve Act. Erano partiti da New York con il treno notturno, dissero ai giornalisti che andavano a una battuta di caccia all'anatra. Nessuno doveva sapere cosa stavano davvero decidendo.

Capitolo 2
Il club dei banchieri centrali
Da Versailles a Long Island, 1919-1930 — Fase 2 della sequenza storica (1919-1930)

Il 7 giugno 1919, tre uomini d'affari americani fondarono a Long Island, in una sala affittata per l'occasione, quello che sarebbe diventato il più potente club del mondo: la Bank for International Settlements. L'obiettivo dichiarato era gestire i debiti di guerra della Germania. L'obiettivo reale era tenere sotto controllo il flusso di denaro tra le nazioni vincitrici. In quegli anni la finanza internazionale si muoveva ancora sotto il controllo di pochi banchieri privati, e le banche centrali erano i loro strumenti preferiti. Il Club dei banchieri centrali non aveva sede in nessuno stato sovrano: esisteva in una zona grigia tra il diritto internazionale e la discrezione privata.

Capitolo 3
Ventisette anni
Dalla vacanza bancaria di Roosevelt a Bretton Woods, 1933-1944

Il 4 marzo 1933, giorno in cui Franklin Delano Roosevelt prese la presidenza degli Stati Uniti, tutte le banche americane erano chiuse. Non per ferie: per fallimento. Ventitremila istituti di credito avevano già smesso di operare nei tre anni precedenti. Roosevelt dichiarò una "vacanza bancaria" di cinque giorni e firmò il Banking Act che separava le banche commerciali da quelle d'investimento. Il Glass-Steagall Act, questo il suo nome, avrebbe retto per sessantasei anni, fino al 1999. La domanda che nessuno osava fare era: se le banche creano denaro dal nulla, perché dovrebbero fallire?

Capitolo 4
Il fine settimana di Camp David
Dal dilemma di Triffin allo shock Nixon, 1959-1971

Nel 1959 l'economista belga Robert Triffin illustrò davanti al Congresso degli Stati Uniti un paradosso che avrebbe distrutto il sistema monetario mondiale. Per alimentare la crescita globale servivano dollari in quantità crescente. Ma per mantenerne il valore serviva che i dollari restassero pochi. Gli Stati Uniti potevano essere la banca centrale del mondo solo finché nessuno si fosse presentato allo sportello a chiedere indietro l'oro. Il 15 agosto 1971 Nixon chiuse quello sportello. Il fine settimana di Camp David fu la resa dei conti di un sistema nato con le migliori intenzioni e sopravvissuto oltre i suoi limiti strutturali.

Capitolo 5
Quattro giorni a Jedda
Petrolio, dollari e il debito del mondo, 1973-1979

Il 6 ottobre 1973, giorno dello Yom Kippur, l'Organizzazione dei Paesi Arabi Esportatori di Petrolio dichiarò un embargo che avrebbe triplicato il prezzo del barile in pochi mesi. Ma dietro la crisi energetica c'era una storia monetaria. I paesi produttori avevano accumulato dollari in quantità mai vista, dollari che non potevano più essere convertiti in oro da quando Nixon aveva chiuso la finestra. Quei petrodollari trovarono la loro destinazione naturale: tornarono negli Stati Uniti sotto forma di prestiti. Il debito del mondo era nato.

Capitolo 6
Il sabato sera di Volcker
Disciplina monetaria e deregolamentazione, 1979-1999

La sera di sabato 6 ottobre 1979, Paul Volcker annunciò all'American Bankers Association una svolta che nessuno aveva previsto: la Federal Reserve avrebbe controllato l'offerta di moneta, non più il tasso d'interesse. In altre parole, la banca centrale americana avrebbe smesso di decidere quanto costava il denaro e avrebbe iniziato a decidere quanti soldi circolavano. Fu la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra. In Italia, negli stessi anni, il governatore Carlo Azeglio Ciampi stava gestendo una crisi valutaria che avrebbe portato all'uscita della lira dallo Snake e alla creazione del Sistema Monetario Europeo.

Capitolo 7
Trenta ore a Maastricht, un weekend a New York
L'euro e la fine di Lehman Brothers, 1991-2008

Il trattato di Maastricht fu firmato nel 1992 da dodici paesi europei con l'obiettivo di creare una moneta unica. Non tutti i firmatari ci credettero fin dall'inizio: la Francia ratificò il trattato per un soffio, dopo un referendum che sembrava perso. Ma la moneta unica avanzò comunque, e il 1° gennaio 1999 l'euro divenne realtà contabile. Trent'anni dopo, la domanda che i padri fondatori non vollero mai affrontare resta aperta: chi è il creditore ultimo di un sistema monetario senza banca centrale federale?

Capitolo 8
Il cavo e la moneta
Dal salvataggio del 2008 alla moneta digitale, 2008-oggi

Nelle settimane successive al fallimento di Lehman Brothers, i governi occidentali pomparono migliaia di miliardi di dollari nel sistema finanziario. Non ci fu un dibattito pubblico, non ci fu un voto in parlamento: il pericolo era troppo grande per essere discusso. Nel giro di pochi mesi i bilanci delle banche centrali si espansero come non era mai accaduto nella storia. Oggi, con i tassi che risalgono e i bilanci che si contraggono, quella ricchezza creata dal nulla deve tornare da qualche parte. E qualcuno la sta perdendo.

Capitolo 9
Il condominio e la cassaforte
Un secolo di stanze chiuse, e la domanda che resta aperta

Qui il registro cambia: non si racconta più una cronaca, si prova a rispondere a una domanda. Se un secolo di decisioni monetarie è stato preso in stanze chiuse da un numero ristretto di persone, e se quelle decisioni hanno plasmato il mondo in cui viviamo, non è forse il caso di chiedersi chi ha davvero il potere di cambiare le cose? La risposta non è né semplice né rassicurante. Ma è il punto da cui ripartire.

La Macchina Monetaria

La Macchina Monetaria — Anteprima capitoli

10 capitoli + Epilogo · Come nasce, circola e scompare il denaro

Capitolo 1
Il conto corrente — Dove vive davvero il denaro

Il 27 del mese. Alle sette e dieci del mattino Francesca esce dal reparto di medicina interna con il passo di chi ha appena chiuso una notte di guardia. Ha lavorato trentasei ore consecutive all'ospedale di Padova e nel badge le rimane un credito di sessanta ore di straordinario. Sul conto in banca ha 1.847 euro. Il suo stipendio è stato pagato tre giorni fa dalla USL, che a sua volta ha ricevuto i fondi dalla Regione Veneto, che a sua volta li ha incassati dal Ministero della Salute, che li ha prelevati dalle tasse raccolte dallo Stato. In ogni passaggio il denaro ha cambiato mano, ma non è mai stato "spostato" da nessuna parte: è stato creato e distrutto a ogni transazione, come una partita doppia la cui somma è sempre zero.

Capitolo 2
Il mutuo — Come nasce il denaro nuovo

Lo studio notarile occupa il primo piano di un palazzo dell'Ottocento nel centro di Brescia, con i soffitti alti e un tavolo di legno massello che costa più dell'appartamento che stiamo per comprare. La firma sul mutuo è quella di Marco, quarantadue anni, impiegato in un'azienda metalmeccanica della provincia. La banca concede un mutuo di 140.000 euro. Non li prende da nessuna parte: li crea. Nel momento esatto in cui il notaio registra il passaggio di proprietà, la banca accredita 140.000 euro sul conto di Marco e contestualmente iscrive lo stesso importo nel proprio attivo. Il denaro nuovo è nato. Non è mai esistito prima di quel momento.

Capitolo 3
L'impresa — Vivere di credito

Il buco dei novanta giorni. Il capannone di Stefano sta in una zona industriale tra i campi, a una quarantina di chilometri da Treviso, tra un'azienda di infissi e un magazzino di elettrodomestici. Produce componenti in plastica per l'industria automobilistica e dà lavoro a diciotto persone. Nel 2023 ha fatturato 2,3 milioni di euro e ha chiuso l'esercizio con un margine operativo lordo di 180.000 euro. Ma a settembre la banca ha deciso di non rinnovare la linea di credito da 400.000 euro che consentiva a Stefano di pagare i fornitori in attesa che i clienti pagassero lui. Da quel giorno Stefano vive di anticipate cambiarie, fidi ponte e speranze.

Capitolo 4
La banca dall'interno — Bilancio, profitto, rischio

Le sette del mattino. Alle sei e quaranta il quattordicesimo piano è ancora quasi vuoto. Dalle vetrate si vede la luce che sale su Milano, e in lontananza il profilo dei monti che circondano la pianura. Alle sette in punto Elena apre il portatile e controlla il saldo complessivo della banca: 88 miliardi di attivo, 4,2 miliardi di patrimonio, un rapporto di leverage che per un quarto di punto supera la soglia minima richiesta dalla BCE. La banca in cui lavora Elena è una delle quattordici banche significant italiane, quelle che per dimensione ricadono sotto la supervisione diretta della Banca Centrale Europea. Il loro bilancio aggregato è poco meno di tremila miliardi di euro: circa il 40% del PIL italiano.

Capitolo 5
La banca centrale — Il regolatore del prezzo del denaro

Due volte l'anno il Consiglio direttivo della Banca Centrale europea lascia la sua torre di vetro a Francoforte e si riunisce per decidere dove andranno i tassi d'interesse di tutta l'area euro. Non c'è unanimità, non c'è un modello matematico che dica esattamente quale sia il tasso giusto: ci sono dodici governors nazionali e sei membri del Comitato esecutivo che esprimono un giudizio collettivo su un'economia che vale oltre tredici trilioni di euro. L'ultima volta che si sono riuniti il tasso principale era al 4,5%: il livello più alto da quando l'euro esiste. Chi chiede un mutuo a tasso variabile lo sa, anche se non conosce il nome di chi ha deciso.

Capitolo 6
Il debito pubblico — Come lo Stato prende in prestito

Martedì 29 settembre, alle dieci e cinquanta del mattino, nella sede del Ministero dell'Economia in via XX Settembre, si è chiusa un'asta di BTp. Il Tesoro ha collocato titoli per 5,5 miliardi di euro a un tasso marginale del 3,47%: il più basso da diciotto mesi. I titoli sono stati comprati quasi interamente da investitori stranieri, in particolare fondi pensione nordici e banche centrali asiatiche. Ogni euro di debito pubblico italiano è in parte detenuto da qualcuno che non vive in Italia, non voterà mai in Italia, e potrebbe vendere domani. Questo è il debito sovrano: un filo sottile che collega le decisioni di bilancio di un governo alle aspettative di milioni di investitori che non ha mai incontrato.

Capitolo 7
I mercati finanziari — Dove il debito diventa merce

La mattina di Luca. Luca arriva in ufficio alle otto, in un palazzo di vetro nella zona di Porta Garibaldi, a Milano, a poche centinaia di metri da dove lavora Elena. Gestisce un portafoglio di 800 milioni di euro di titoli di Stato italiani per conto di una compagnia di assicurazione olandese. Il suo lavoro è semplice nella descrizione e complicato nell'esecuzione: deve assicurarsi che il rendimento dei titoli che possiede sia adeguato al rischio che corre, e che il rischio sia adeguatamente remunerato. Ogni mattina alle 8:03 apre la piattaforma di trading e guarda cosa ha fatto il mercato overnight. Ogni mattina alle 8:04 sa già cosa farà lui.

Capitolo 8
Il commercio internazionale — Il dollaro come lingua comune

La mail arriva un martedì pomeriggio, scritta in un inglese cordiale e asciutto. La firma è di un responsabile acquisti di un'azienda di componenti automotive di Stoccarda. Oggetto: conferma ordine. Nel corpo del messaggio c'è un numero: 2,4 milioni di euro. È il valore della spedizione che partirà dal capannone di Stefano tra tre settimane, attraverserà il Brennero e finirà sulla linea di montaggio di un costruttore tedesco. Per pagare, l'azienda tedesca non userà euro: userà dollari. Perché quasi tutto il commercio internazionale di beni primari — petrolio, gas, metalli, cereali — è denominato in dollari, anche quando nessuna delle parti è americana. È una convenzione nata alla conferenza di Bretton Woods nel 1944 e mai davvero messa in discussione.

Capitolo 9
Il circuito sanguigno — Pagamenti e messaggi tra banche

Se tutto andrà come previsto, i componenti di Stefano partiranno da un porto del Nord Italia all'inizio della prossima settimana. Il pagamento avverrà tramite un bonifico transfrontaliero in euro, che attraverserà tre banche e due sistemi di pagamento prima di arrivare a destinazione. Il bonifico più veloce impiega quindici secondi; il più lento, quando le controparti si trovano in fusi orari diversi e i sistemi sono in manutenzione notturna, può impiegare tre giorni. Tre giorni durante i quali il denaro non è di nessuno: non è di chi lo ha inviato, non è di chi lo deve ricevere, non è della banca intermediaria. È semplicemente "in viaggio", in un limbo che non appartiene a nessun registro.

Capitolo 10
Il circuito parallelo e la cupola delle regole

Il fascicolo di Giovanni. Giovanni ha cinquantun anni e ne ha passati ventisei nell'autorità di vigilanza finanziaria, prima come funzionario, poi come responsabile di area, infine come consulente esterno per le banche che un tempo doveva controllare. Il suo fascicolo è un caso di studio su come funziona davvero la regolamentazione: non come la raccontano i regolamenti, ma come la praticano le persone che li applicano. La cupola delle regole non è fatta di leggi scritte: è fatta di relazioni personali, di prassi consolidate, di interpretazioni che cambiano con chi le enuncia. E di un fatto che nessuno dice ad alta voce: la maggior parte del denaro che muove l'economia mondiale è creata da banche private, non da banche centrali.

Epilogo
Chi guadagna, chi paga, che cosa si può cambiare

Mentre questo libro si chiude, nell'autunno del 2026, le persone che lo hanno attraversato continuano la loro vita. Francesca è ancora all'ospedale di Padova, con altri sessanta crediti di ore di straordinario. Stefano ha trovato un nuovo istituto di credito che gli ha concesso la linea di smobilizzo, a condizioni più care. Elena ha ricevuto l'incarico di guidare il comitato di rischio della succursale milanese. Giovanni è andato in pensione. Il denaro ha continuato a circolare, a essere creato e distrutto, a seguire le sue regole non scritte. La macchina è accesa e nessuno l'ha spenta. La domanda è cosa vogliamo farne.

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